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Mar 21 2014

Inizia la rilevazione Regionale ON LINE per le Associazioni di Volontariato

Volontariato, inizia la rilevazione regionale per le associazioni iscritte al registro del volontariato

E’ partita a gennaio, la rilevazione delle Organizzazioni di  volontariato iscritte al registro del volontariato al 31 dicembre 2012  nella Regione Emilia Romagna.

La rilevazione, curata dalla Regione  Emilia-Romagna, insieme alle Province, è un’attività dovuta per legge e  ha valore ai fini della revisione e dell’accertamento della permanenza  dei requisiti che hanno permesso l’iscrizione e pertanto il godimento  dei benefici connessi con lo status di Organizzazioni di Volontariato ai  sensi della Legge 266/91.

La modalità di rilevazione è  “on line”: sarà  data la possibilità a ciascuna organizzazione di accedere dal web al  sistema di rilevazione con proprie credenziali di accesso e password che  saranno inviate dalla Regione.

A  tal fine, tutte le associazioni che hanno già ricevuto o che  riceveranno una mail da parte della regione, sono invitate a rispondere,  con urgenza, confermando l’indirizzo mail su cui la Regione, invierà le  credenziali di accesso con gli identificativi per accedere.

Successivamente  alla conferma della mail, l’associazione che non ha ricevuto le  credenziali o ha avuto dei problemi di autentificazione, dovrà  rivolgersi alla Regione tramite la seguente mail:  RegistroVolontariato@Regione.Emilia-Romagna.it ed inserire nell’oggetto  della mail la seguente dicitura “Richiesta credenziali – Provincia di  Forlì-Cesena”.

La rilevazione consentirà l’aggiornamento della banca  dati e il permanere dell’iscrizione per tutti i soggetti regolarmente  iscritti.

Il rifiuto della compilazione darà luogo all’avvio della procedura di cancellazione dal registro del volontariato.

Assistenza alla compilazione:

Le  organizzazioni che non saranno in grado di compilare autonomamente il  questionario on line potranno comunque rivolgersi per un supporto  operativo all’accesso via web:

  • agli uffici provinciali di Forlì-Cesena;
  • ad Assiprov, Centro di Servizi per il Volontariato Forlì 0543/36327 – Cesena 0547/612612;
  • alle organizzazioni di secondo e terzo livello quali Avis, Aido, o Anpas.

La  rilevazione non riveste solo carattere amministrativo, ma si inserisce  in un più ampio processo di semplificazione della iscrizione e tenuta  dei registri del volontariato.

In allegato la lettera inviata dall’assessore regionale alle Politiche Sociali Teresa Marzocchi.

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Mar 15 2014

Io non Rischio Corso per Volontari della FEDERVAB Emilia Romagna

Dal 14 al 16 Marzo due Volontari della V

“Io non rischio”: campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile

 14 marzo 2014

14 e 15 giugno volontari in oltre 200 piazze italiane Mancano esattamente tre mesi al fine settimana dedicato alla campagna informativa sui rischi naturali che interessano il nostro Paese. Sabato 14 e domenica 15 giugno quasi 3.500 volontari, appartenenti a 21 organizzazioni nazionali, nonché a gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, allestiranno punti informativi “Io non rischio” in 230 piazze distribuite su quasi tutto il territorio nazionale per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico e, in alcuni comuni costieri, anche sul rischio maremoto. Per il quarto anno consecutivo, infatti, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme nella campagna informativa nazionale per le buone pratiche di protezione civile. All’appuntamento di metà giugno, però, bisogna arrivare preparati: inizia oggi, con i saluti del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il percorso formativo per i volontari e le volontarie che avranno il fondamentale compito di diffondere la cultura della prevenzione di protezione civile nei territori dove operano ordinariamente. A sostegno delle associazioni di volontariato, fondamentale sarà anche la partecipazione delle istituzioni locali alla campagna, affinché l’iniziativa sia davvero un’importante occasione di corretta informazione alla popolazione, aspetto prioritario nell’ambito dell’azione di protezione civile sul territorio. Per questo, nei giorni scorsi il Prefetto Gabrielli ha scritto agli oltre duecento Sindaci dei Comuni interessati dall’iniziativa, nonché alle strutture di protezione civile regionali, all’Associazione nazionale dei comuni italiani e all’Unione delle province italiane, chiedendo di garantire il necessario supporto ai volontari. “Io non rischio” – campagna nata quattro anni fa per sensibilizzare la popolazione prima di tutto sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto nasce dopo la positiva esperienza maturata in occasione dell’esercitazione europea dell’ottobre 2013 TWIST (Tidal Wave In Southern Tyrrhenian Sea), coinvolgendo anche l’Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. L’elenco dei comuni interessati dalla campagna il prossimo 14 e 15 giugno è online sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, dove è inoltre possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare – prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

Foto1                   Foto Gruppo Corso IONONRISCHIO 2014

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Feb 26 2014

Preparativi per i 15° Compleanno

Volontari del soccorso, addestrano cani per la ricerca di persone

Un cartello segnala il campo, Centro addestramento per unità cinofile del soccorso per casi di dispersi (in superficie e sotto macerie per calamità naturali e non), dell’ associazione “Volontari del soccorso Le Aquile”., parte integrante del sistema di protezione civile, collabora con gli enti Istituzionali di  Protezione civile .-

Si tratta del campo di addestramento per volontari abilitati e loro cani, che è attivo da ben 15 anni: il 9 marzo prossimo compiranno infatti i 15 anni, che però festeggeranno più tardi, il 6 aprile, in un open day i cui tutti sono invitati ad assistere ad esercitazioni e dimostrazioni, e conoscere così l’attività che qui si svolge, in un campo che è fra i più grandi in Italia.

Un campo grande come un intero paese crollato

L’area (concessa in uso dal Comune di Lugo) si estende per ben 9 ettari a margine della via Piratello verso est, e l’entrata si trova in fondo alla via Bonsi, dove un modulo smontabile fa da quartier generale. Qui si radunano una quarantina di appassionati che hanno provocato via via, per imitazione, la nascita di altre associazioni nel territorio regionale.

Fanno riferimento qui anche i V.A.B (volontari di vigilanza antincendio, 110 volontari che sorvegliano i boschi), le Giacche verdi (una quindicina di volontari a cavallo, che svolgono prevalentemente vigilanza sui fiumi) gli Eagles 4×4, uan decina di volontari che si mettono a disposizione con i loro mezzi fuoristrada, e infine i Soft Air, un gruppetto di giovanissimi che coltivano l’hobby di giocare alla guerra (secondo precise regole), e qui possono farlo sotto una discreta sorveglianza di adulti che osservano anche per individuare tra di loro le inclinazioni per future attività di volontariato.

L’area comprende oltre 3000m2 coperti da macerie, un vero e proprio campo di addestramento tra i più grandi in Italia, montagne di macerie percorse sotterraneamente da 150 metri di cunicoli che portano a oltre 100 nascondigli e tombini; situazione di simulato crollo di un intero paese dopo terremoto o calamità, sotto il quale si nascondono così i volontari a impersonare vittime e dispersi che i cani, in superficie, annusano, individuano, puntano, e segnalano con una abbaiata di preoccupata apprensione per l’umano,un tono che tocca il cuore.

Le emergenze per cui questi cani vengono utilizzati sono quelle che hanno conosciuto lavorando negli ultimi anni sui terremoti di L’Aquila, di Finale Emilia e di Modena, ma anche alla recente alluvione sempre nel modenese; sono chiamati anche in casi di scomparsa di persone per altro genere di infortuni, come avvenuto recentemente nella campagna lughese, dove una famiglia non conosceva la sorte di un uomo scomparso; è risultato che era salito sul fienile, da lì era caduto tra le balle di paglia, nessuno lo sapeva, ed è stato grazie all’unità cinofila chiamata dai Carabinieri che il corpo è stato trovato il giorno dopo.
Ricerca ‘a scovo’ e ‘molecolare’

“Il sistema è chiamato ‘a scovo’ – spiegano gli addestratori- Il cane lavora sottovento e coglie il cono di odori che si allarga dal soggetto cercato; sente l’intentà crescente della traccia e così la segue; viene poi premiato con biscottini, giocattoli preferiti, manicotto, coccole”.

Sono 16 i cani abilitati a ricerca sotto macerie, e altri 12-13 in preparazione.

Un cane ‘molecolare’

“ I ‘molecolari’ , definizione a cui la cronaca ci ha abituati, sono cani addestrati in modo particolare e più complesso-spiega il presidente delle Aquile lughesi, Ignazio Bologna- Il cane segue esattamente il percorso che la persona ha compiuto, addestrato a intercettare le molecole che ciascuno di noi rilascia al suo passaggio; questi che abbiamo visto invece trovano le persone ‘a scovo’intercettando la loro presenza e puntando direttamente a dove sono.

Tuttavia abbiamo qui in addestramento anche un cane ‘molecolare’, un Bloodhound di un anno, di un ravennate. In addestramento da 6 mesi, sta dando ottimi risultati, ma quello è un lavoro lungo e complesso, e ritengo non possa essere operativo prima di un altro anno”.

È attesa Nek, il decano
Ignazio Bologna, istruttore nazionale, spera di portare qui alla festa di 15° compleanno dell’Associazione il decano Nek, un Golden retriver di 17 anni, il più anziano e tuttora in vita del primo gruppo di cani da lui addestrati.

Vengono qui con i loro cani a prestarli all’addestramento volontari da Forlì-Cesena, Rimini, S. Marino, Medicina, Ferrara. I volontari sono orgogliosi dei loro animali, che ‘fuori servizio’ sono normali cani da compagnia e da guardia; collabora con l’associazione sia per la salute che per gli infortuni in cui possono incorrere i cani in attività pericolose un medico veterinario, la dott. Chiara di Placido.

Accordi di intervento con vari Comuni

L’associazione ha stretto un protocollo operativo con il Comune di Casalfiumanese, dove si recherà con le altre associazioni, VVF, Associazione del soccorso Croce di Malta di Faenza, e altri, per due giornate di esercitazioni e dimostrazioni il 1 e 2 marzo; è in corso di definizione anche un protocollo di collaborazione con S. Marino

Tra le dotazioni dell’Associazione, interessante quella dei droni, apparecchi sorvolanti radiocomandati che inviano a terra immagini riprese dall’alto da una telecamera; e quella di un geofono, strumento che consente di captare suoni deboli dal sottosuolo, e ha già permesso di salvare vite nel terremoto del 2012 a Finale Emilia.

Il campo ha anche prodotto recentemente il primo numero di un giornalino trimestrale, VAB News,

in cui si annunciano gemellaggi con associazioni di Puglia e Trentino (siti web www.vabnews.it e www.leaquile.it ); all’Associazione si può donare il 5 x 1000 (c.f. 9101090396).

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Feb 26 2014

Casalfiumanese Cani e Soccorso

L’Associazione di volontariato di protezione civile ” Le aquile “, unità Cinofile da Soccorso sara’ presentel’1 e 2 marzo a Sassoleone frazione di Casalfiumanese in via Sillaro7/a (Agriturismo Manuela ), dove verra’ un campo base per l’addestramento delle unità Cinofile da Soccorso. Domenica 2 marzo dalle ore 10,00 si effettuera’ una simulazione di ricerca disperso in superfice. Si tratta di un appuntamento con l’obiettivo di costruire maggiore efficienza a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini

logo_aquile

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Feb 22 2014

DRAGO 60 – TUTTO LIBERO – 30 SECONDI AL LANCIO

Un messaggio di poche parole con alle spalle una montagna di preparazione. 

Forlì, 29 giugno 2013 partecipiamo ad un corso di formazione assieme ai nostri colleghi delle provincie di Ravenna, Forlì e Rimini tenuto dai Vigili Del Fuoco e la Regione Emilia Romagna.

Dopo un’ accoglienza nell’ Aula Magna del Comando dei VVF di Forlì,

010

ci hanno portato al parco pubblico dove abbiamo aspettato l’arrivo.

Dopo un breve giro di controllo Drago 60 é atterrato. Finalmente ci hanno permesso di avvicinarci per ammirare l’elicottero del Comando Aereo di Bologna dei Vigili del Fuoco: Drago 60 è il nome in codice del l’elicottero A412 per gl’interventi di emergenza e l’elisoccorso.

Finito di curiosare, siamo tornati in Aula Magna dove siamo stati presen-tati all’ equipaggio formato da Pilota, Co-pilota e Tecnico di Macchina.

Il Pilota ha proseguito illustrandoci il tipo di lavoro che svolgono ed i mezzi a loro disposizione. Hanno spiegato cosa fanno per aiutare chi si trova in difficoltà ma soprattutto cosa dobbiamo fare per aiutare l’equipaggio ad operare in sicurezza. In particolare, ci hanno parlato dello Spegnimento di Incendi Boschivi.

002a

Una volta recepito tutte le informazioni teoriche del caso, ci siamo trasferiti al bacino di acqua lungo il fiume Ronco dove si e svolta una dimostrazione pratica. Poco prima di scaricare acqua sul bersaglio abbiamo sentito le fatidiche parole: “Qui Drago 60. Tutto libero. 30 secondi al lancio”!

Cioè, tutto era pronto per lanciare l’acqua sul bersaglio. Cosa che è puntualmente avvenuta.

Dopo qualche altro pescaggio e lancio d’acqua dimostrativo, l’elicottero é atterrato per smontare l’equipaggiamento e caricare il tutto per tornare verso Bologna. Con un ultimo passaggio di commiato:

Drago 60 e tornato al suo nido. 

004

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Feb 22 2014

DRAGO 60 – TUTTO LIBERO – 30 SECONDI AL LANCIO

Un messaggio di poche parole con alle spalle una montagna di preparazione. 

Forlì, 29 giugno 2013 partecipiamo ad un corso di formazione assieme ai nostri colleghi delle provincie di Ravenna, Forlì e Rimini tenuto dai Vigili Del Fuoco e la Regione Emilia Romagna.

Dopo un’ accoglienza nell’ Aula Magna del Comando dei VVF di Forlì,

010

ci hanno portato al parco pubblico dove abbiamo aspettato l’arrivo.

Dopo un breve giro di controllo Drago 60 é atterrato. Finalmente ci hanno permesso di avvicinarci per ammirare l’elicottero del Comando Aereo di Bologna dei Vigili del Fuoco: Drago 60 è il nome in codice del l’elicottero A412 per gl’interventi di emergenza e l’elisoccorso.

Finito di curiosare, siamo tornati in Aula Magna dove siamo stati presen-tati all’ equipaggio formato da Pilota, Co-pilota e Tecnico di Macchina.

Il Pilota ha proseguito illustrandoci il tipo di lavoro che svolgono ed i mezzi a loro disposizione. Hanno spiegato cosa fanno per aiutare chi si trova in difficoltà ma soprattutto cosa dobbiamo fare per aiutare l’equipaggio ad operare in sicurezza. In particolare, ci hanno parlato dello Spegnimento di Incendi Boschivi.

002a

Una volta recepito tutte le informazioni teoriche del caso, ci siamo trasferiti al bacino di acqua lungo il fiume Ronco dove si e svolta una dimostrazione pratica. Poco prima di scaricare acqua sul bersaglio abbiamo sentito le fatidiche parole: “Qui Drago 60. Tutto libero. 30 secondi al lancio”!

Cioè, tutto era pronto per lanciare l’acqua sul bersaglio. Cosa che è puntualmente avvenuta.

Dopo qualche altro pescaggio e lancio d’acqua dimostrativo, l’elicottero é atterrato per smontare l’equipaggiamento e caricare il tutto per tornare verso Bologna. Con un ultimo passaggio di commiato:

Drago 60 e tornato al suo nido. 

004

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Feb 22 2014

Dog News – L’associazione LE AQUILE UCSR vola sempre più alto

Domenica 15 settembre 2013 si sono svolti a Fidenza (Parma) gli esami per il brevetto di ricerca su macerie indetti dalla Regione Emilia Romagna. L’associazione Le Aquile Unità Cinofile da Soccorso Ravennate ha portato agli esami quattro unità cinofile preparate dall’ istruttore Bologna Ignazio, purtroppo solamente due sono riuscite a superare brillante-mente gli esami, mentre per le due che non ce l’hanno fatta, pur essendo ben preparate, probabilmente si è fatta sentire l’ emozione dell’esame.

Gabriele

Con quest’ultimi brevetti l’associazione Le Aquile raggiunge globalmente il numero di 16 unità operative su macerie e 15 unità operative nella ricerca in superficie (in attesa dei prossimi esami che indirà la Regione Emilia Romagna, visto che l’associazione ha pronte per il brevetto altre UCS). Sono numeri questi che fanno sicuramente riflettere le altre associazioni poiché non ci sono ad oggi associazioni di volontariato che hanno operative tutte queste UCS abilitate. Il presidente della associazione nonché istruttore cinofilo Bologna Ignazio riferisce: “effettivamente siamo l’unica associazione di volontariato in campo nazionale, ad avere così tante unità cinofili brevettate, ma di questo posso solo che ritenermi fortunato visto che nel gruppo ho dei collaboratori (istruttori, figuranti, logisti) fanta-stici che sanno alla perfezione cosa vuole dire fare gruppo, ed è questo probabilmente il segreto ( se vogliamo chiamarlo così). Di certo non è solo il gruppo che fa la differenza. È sicuramente una forte componente ma, alla base di partenza ci vuole una gran tenacia. Proprio quella che ci mettono questi ragazzi che sono davvero encomiabili. Se penso che tra le nostre UCS ci sono ragazzi che vengono ad addestrarsi da Parma, Nova-feltria, Rimini e addirittura dalla Repubblica di San Marino, posso solo dire che questa e vera e pura passio-ne. Allora dico <<bravi ragaz-zi ora non ci si ferma, andia-mo avanti perché dobbiamo essere sempre pronti, siamo dell’ associazione Le Aquile.>> ” 

Tassinari-Katrin

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Feb 22 2014

Associando – LE AQUILE

L’Associazione nasce da un gruppo di volontari che già dal 1985 si occupavano attivamente di cani, con un interesse particolare nel campo della cinofilia da soccorso.

Nel 2000 fu costituito ufficialmente, con proprio statuto autonomo, Il Gruppo “Le Aquile” Unità Cinofile da Soccorso Raven-nate: nato per volere del suo attuale Presidente Ignazio Bologna, con unico scopo di rafforzare il sodalizio cinofilo senza fini di lucro, diffondendo le tecniche di addestramento del cane principalmente nel settore della cinofilia da Soccorso (aperto a tutte le razze).

L’Associazione dispone di squadre addestrate ed equipaggiamenti idonei che le consentono di attivarsi per le emergenze, ed operare in casi di calamità nel soccorso alle popolazioni colpite da catastrofi naturali.

Attualmente fanno parte dell’Associazione , circa 30 Volon-tari attivi, con interessi diversi, ma con un’unica passione: La Cinofilia e la Protezione Civile. Inoltre tra i propri iscritti l’Associazione annovera 14 Unita Cinofile abilitate alla ricerca di persone disperse in superficie e persone travolte da macerie.

Il gruppo Le Aquile Unità Cinofile da Soccorso Ravennate, è un’Associazione senza fini di lucro, finalizzata all’addestramento di cani nella ricerca di persone scomparse, alle attività di Protezione Civile nonché Corsi dì Obbedienza.

Le nostre specializzazioni sono:

1. Educazione di base

2. Unità Cinofile Ricerca persone sepolte sotto macerie – Unità Cinofile Ricerca persone disperse in superficie

3. Attività di Protezione Civile Generica

4. Squadre Specializzati all’uso del Geofono e all’uso delle Telecamere a fibre ottiche

 

Dove puoi trovarci 

L’Associazione ha sede in Via Bonsi, 47 Lugo (RA). Puoi trovarci presso la nostra sede tutti i lunedì e mercoledì sera dalle ore 20.30 in poi.

Per contattarci:

 tel. Ignazio Bologna 3388887895

 e-mail: leaquile@leaquile.it

logo_aquile

By Administrator •

Feb 22 2014

L’intervento di un Elisoccorso

Cosa fare quando deve atterrare un elicottero. 

Durante il corso tenuto il 29 giugno 2013 presso il commando dei Vigili del Fuoco di Forlì, ci hanno dato un sacco di informa-zioni che riepilogo come segue: 

Tenere libero la zona di atterraggio. 

Serve uno spazio piano di circa 40/50 passi per 40/50 passi, senza ingombri di nessun tipo. Assicurarsi che niente e nessuno invada questa zona. Ne va dell’incolumità dell’equipaggio. 

ZONA ATTERRAGGIO ALTO

Tenere lontani i curiosi. 

Ci sono lame che girano ad alta velocità. Ci sono sassi e polvere che volano in tutte le direzioni. Possono fare molto male. Ne va dell’incolumità delle persone. 

Fermate tutto quello che può volare via. 

Chiudere ombrelloni e tende. Bloccare a terra lenzuoli, teli, asciugamani, capelli, borsoni, ecc. anche sedendoci-si, o ancora meglio stendersi sopra. Tutto quello che può volare può essere risucchiato dalle pale dell’elicottero causandone la caduta. 

Dare la massima assistenza al pilota. 

Per dare un indicazione sulla direzione del vento,uno si posiziona con il vento che soffia sul coppino con il corpo rivolto verso l’eventuale zona di atterraggio lasciando un ampio spazio. Un ulteriore aiuto è quello di tenere in mano un pezzo di bandella o un fazzoletto per dare un ulteriore indicazione della direzione e forza del vento. Per far capire al pilota che lo stai aiutando, bisogna assumere una posizione eretta con le mani alzate per formare una Y. 

AiutoL

Mai sventolare le braccia; il pilota lo interpreta come un segno di pericolo e abortisce l’atterraggio. 

Non averne a male se l’elicottero non scende. 

Il pilota é l’ultimo a decidere se atterrare o no. Essendo lui l’unico responsabile dell’incolumità del suo equipaggio e del suo mezzo, è lui che decide. Se non è convinto abortisce e cerca un altro punto d’atterraggio. 

ZONA ATTERRAGGIO PROSP

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Feb 22 2014

GEMELLAGIO EMILIA ROMAGNA — PUGLIA

Il 12 Settembre 2013 sono rientrati i nostri ragazzi della V.A.B Vigilanza Antincendi Boschivi dalla missione gemellaggio Regione Emilia Romagna – Regione Puglia.

La squadra composta da tre abilitati allo spegnimento Incendi boschivo un Autista Abilitato alla guida di fuoristrada e un logista, sono partiti il 05 Settembre u.s. alla volta del campo operativo presso il Distaccamento Aeronautico Militare Jacotenente – Foresta Umbra – sp.144 km 22,71018 – Vico del Gargano (FG).

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Il servizio e’ stato svolto in collaborazione con le altre realtà coinvolte (Enti ed Organizzazioni di Volontariato) .

L’esperienza come riferito dai partecipanti, e’ stata – come gli anni precedenti – molto positiva dandoci la possibilità di conoscere e integrandoci con altre realtà di altre regioni. Il nostro compito consisteva nella vigilanza di un percorso già prestabilito di circa 170 km e, all’occorrenza, si interveniva in eventuali incendi.

Sicuramente il nostro impegno ha contribuito in un abbattimento degli Incendi Boschivi dovuta alla costante presenza sul territorio .

Il 12 Settembre con il nostro rientro sono rientrati anche tutti i mezzi dislocati presso il Distaccamento Aeronautico Militare Jacotenente che la Regione Emilia Romagna aveva inviato il 05 Luglio 2013.

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