Lug 13 2025
Il rapporto tra cane e padrone è davvero sano e corretto?
La relazione tra cane e padrone può essere qualcosa di meraviglioso: un’intesa profonda, nata da un legame millenario fatto di fiducia, rispetto e affetto sincero. Tuttavia, non sempre questo rapporto è equilibrato e positivo. Spesso, i problemi comportamentali del cane sono il risultato di una relazione disfunzionale, in cui incomprensioni e mancanza di comunicazione portano a fraintendimenti e difficoltà nella convivenza.
Ma come si costruisce il “rapporto ideale” con il proprio cane?
Tempo, pazienza e conoscenza: le basi di un legame sano
Per instaurare una relazione corretta tra due specie così diverse serve, innanzitutto, tempo. L’intesa non nasce dall’oggi al domani: si costruisce giorno dopo giorno, sin dal primo incontro con il cucciolo. È fondamentale dedicarsi quotidianamente alle sue necessità, sia primarie (nutrizione, igiene, riposo), sia secondarie (gioco, stimolazione mentale, socializzazione). Durante queste attività si pongono anche le basi dell’educazione, insegnando al cane comandi semplici ma essenziali per la sua sicurezza.
La pazienza è un’altra virtù imprescindibile. Agire con fretta o impulsività può compromettere il percorso educativo, causando errori difficili da correggere, soprattutto per i neofiti.
A ciò si aggiunge l’importanza di una buona cultura cinofila di base: per comunicare davvero con il cane, dobbiamo essere noi ad adattarci a lui, comprendendone il linguaggio del corpo, inviando segnali chiari e coerenti, e instaurando un rapporto basato sulla leadership calma e carismatica.
In quest’ottica, frequentare una scuola cinofila seria rappresenta un’opportunità preziosa. Un percorso di educazione guidata da professionisti non solo aiuta il proprietario ad acquisire competenze corrette, ma favorisce anche la socializzazione del cane, permettendogli di interagire in modo equilibrato con altri cuccioli e persone, in un ambiente controllato e positivo. Questo tipo di esperienza è fondamentale per sviluppare una personalità stabile e sicura nel cane, riducendo il rischio di comportamenti problematici in futuro.
Per questo, è consigliabile iniziare questo percorso intorno ai quattro o cinque mesi di età, una fase delicata ma ideale per impostare correttamente la relazione e prevenire futuri comportamenti indesiderati. In questo periodo, il cucciolo è particolarmente ricettivo agli stimoli e alle esperienze, e apprende con maggiore facilità.
Il gioco e le passeggiate: momenti di complicità
Il gioco è uno strumento prezioso per rafforzare il legame con il cane: non solo lo diverte, ma lo stimola mentalmente e rafforza la fiducia reciproca. È consigliabile non lasciare sempre i giochi a sua disposizione: in questo modo, l’interazione con il padrone rimane speciale e motivante.
Anche le passeggiate, specie in ambienti naturali, rappresentano occasioni importanti per consolidare il rapporto. Lascialo esplorare, annusare, muoversi liberamente dove possibile, ma mantieni sempre il controllo, pronto a richiamarlo se necessario.
Cura quotidiana e coerenza nelle regole
Il contatto quotidiano è altrettanto importante. Il cane dovrebbe abituarsi fin da cucciolo a essere toccato e ispezionato: orecchie, occhi, mantello, muscoli, zampe. Questo “check-up” va vissuto come un momento positivo, un rituale di cura e attenzione.
Fondamentale è la coerenza nell’imporre le regole di convivenza. Il cane è un animale abitudinario, che trae sicurezza da norme semplici, chiare e sempre rispettate. Non è rilevante che gli venga permesso di salire sul divano o dormire nel letto: ciò che conta è che la regola venga applicata con costanza.
Rispettare la sua natura
Uno degli errori più comuni è quello di attribuire al cane emozioni o intenzioni umane. Per quanto sia intelligente, collaborativo e straordinario, il cane resta un animale, e il rispetto passa anche dal riconoscere e valorizzare la sua vera natura. Non umanizzarlo significa rispettarlo davvero.
Cav. Ignazio Bologna



Ott 8 2026
Convenzione Negata
La V.A.B. Emilia-Romagna esprime amarezza per la comunicazione ricevuta dalla Regione, con la quale è stato riferito che non si intende stipulare una convenzione con la nostra associazione.
Da oltre 25 anni i nostri volontari contribuiscono, insieme alle altre realtà del volontariato, alla salvaguardia dei boschi e alle attività di antincendio boschivo. Nel corso degli anni abbiamo partecipato anche a gemellaggi e attività di supporto in Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia e Lazio.
La decisione comunicataci ci appare unilaterale e ci preoccupa per le sue possibili conseguenze. Temiamo che la V.A.B. Emilia-Romagna venga relegata al ruolo di “ruota di scorta” del sistema regionale di protezione civile, nonostante l’impegno dei circa 700 volontari che fanno parte dell’associazione.
Non riteniamo che si tratti soltanto di una questione burocratica. Per noi è in gioco il riconoscimento del lavoro svolto dai volontari e la possibilità di contribuire in modo efficace alla sicurezza del territorio. La nostra associazione sostiene inoltre costi e responsabilità per mantenere operativa la propria colonna mobile regionale.
Chiediamo alla Regione di riesaminare la decisione e di avviare un confronto con la V.A.B. Emilia-Romagna, per chiarire le ragioni della mancata convenzione e individuare eventuali soluzioni. Restiamo disponibili a un incontro e confidiamo che il contributo dei nostri volontari possa essere riconosciuto e valorizzato.
La V.A.B. Emilia-Romagna continuerà a essere presente e a fare la propria parte, come ha sempre fatto, finché ce ne sarà bisogno.
By Bologna Ignazio • Addestramento, Articoli, Prot.Civile Generale, VAB • Tags: Le Aquile UCSR, VAB Emilia-Romagna, VABRAVENNA