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Giu 29 2024

Alta colonna di fumo in cielo: incendio a Lido di Classe, pompieri al lavoro

Anche la Polizia locale sta presidiando l’area, assicurando un servizio continuativo di viabilità in supporto ai vigili del fuoco

      Si sta ancora lavorando senza sosta per spegnere l’incendio scoppiato venerdì pomeriggio in una ditta di legnami in viale dei Lombardi a Lido di Classe. I vigili del fuoco segnalano che l’incendio è ancora attivo, ma sotto controllo e che sono in corso le attività di spegnimento.            

 Anche la Polizia locale sta presidiando l’area, assicurando un servizio continuativo di viabilità in supporto ai vigili del fuoco. Non sono stati registrati danni a persone.

Residenti e turisti preoccupati nel pomeriggio di venerdì per un’alta colonna di fumo sul cielo di Lido di Classe. Attorno alle 16.30 in una ditta di legnami lungo viale dei Lombardi è scoppiato un incendio che ha coinvolto alcuni grossi cumoli di cippato di legno. A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti.

Sul posto si sono precipitati i Vigili del fuoco del distaccamento di Cervia con vari mezzi, tra cui l’elicottero da Bologna, e diverse squadre anche da Ravenna con autobotti e autoscale, per un totale di 23 pompieri che hanno subito dato il via alle operazioni di spegnimento delle fiamme. Sabato mattina l’incendio era ancora attivo, ma sotto controllo, sono in corso le attività di spegnimento. Anche la Polizia locale sta presidiando l’area, assicurando un servizio continuativo di viabilità in supporto ai vigili del fuoco. Non sono stati registrati danni a persone.

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Mag 20 2024

Camminata Attiva e Fattiva Solidarietà a 360° gradi

        Le Aquile,  Unità Cinofile da Soccorso Ravennate del gruppo della Protezione Civile di Lugo (RA) hanno partecipato Domenica 19 Maggio 2024 ad un Evento organizzato da Lions Club Ravenna Romagna Padusa, denominata Camminata Attivi e Fattivi. Dove al suo interno, si sono svolte diverse attività organizzate dalla Associazione Attività Naturalistica , Associazione Perepè Tazum, La V.A.B. Vigilanza Antincendi Boschivi, Sezione Provinciale di Ravenna, che hanno simulato Giochi come “VABBEROPOLI” che consisteva nel , coinvolgere tutti i bambini presenti a delle attività didattiche, SPEGNITORI PER UN GIORNO, che consistevano nel fare un percorso ben specifico e utilizzare alla fine le manichette  del camion Antincendio, Le Aquile U.C.S.R. invece si sono  esibiti sempre all’interno dell’aria del bacino di canottaggio “la Standiana” nei pressi di Mirabilandia, grazie all’invito alla manifestazione degli organizzatori  di Lyon di Ravenna che hanno dato la possibilità alle unità cinofile di Lugo di fare una dimostrazione di condotta coordinata dal nostro Istruttore e referente Nazionale delle U.C.S. della V.A.B. Italia,  Cav Ignazio Bologna, che a richiesta degli astanti incuriositi dalle attività del gruppo, sono state condotte anche alcune ricerche di un figurante, per simulare la ricerca di un disperso, portate a termine con successo dai nostri amici e collaboratori a quattro zampe.
Inoltre prima e durante l’esibizione sono state fornite al pubblico presente utili spiegazioni e informazioni utili riguardo alle attività svolte dal gruppo ed alla adozione o all’acquisto di un cane, per poter entrare a far parte della U.C.S. che sia esso da compagnia o da lavoro. 
             Come in tutte le cose, per capire il presente bisogna conoscere il passato, quello che sappiamo è che l’antenato del cane domestico è il lupo, come sia avvenuto l’incontro tra l’uomo ed il lupo è ancora un mistero, la teoria più accreditata è che un esemplare, probabilmente più mansueto, rispetto agli altri si sia avvicinato spontaneamente ad un accampamento umano e da qui sia nata una collaborazione tra le due specie, un lupo che si è in qualche modo auto addomesticato traendo vantaggio da un più facile accesso al cibo e fornendo la propria collaborazione all’uomo nella caccia, una lunga collaborazione ed amicizia che dura da 25.000 anni fino ad arrivare ad oggi dove i nostri amici ci aiutano nella assistenza ai disabili, agli anziani, come cani da ricerca, come cani molecolari, da traccia, da caccia, da tartufi, da salvataggio in mare… Dunque anche il cane di oggi oltre alle coccole da divano trova la propria completezza nella collaborazione con l’uomo.
          Per la Protezione Civile avere delle unità cinofile ben addestrate è un grande valore aggiunto inoltre ci piace l’idea di recuperare quel vecchio rapporto d’amore ancestrale che ha legato il cane all’uomo e che lo rende un compagno nella vita ma soprattutto nelle difficoltà, che siano quelle quotidiane o nei momenti di eccezionale gravità.
            Concludiamo questo nostro breve articolo con un pensiero trovato sul web…
“Non posso portarlo al mare a fare una passeggiata perché ti infastidisce e interrompe le vacanze… Non mi è permesso affittare casa se ho un cane, né portarlo con i mezzi pubblici, ne ai giardini pubblici.
            Però posso portarlo tra le macerie per trovarti dopo un terremoto, nel bosco dopo che ti sei perso in montagna e non hai né mappa né gps; sotto la neve perché hai fatto una deviazione fuori pista; in acqua perché nonostante la bandiera rossa sei entrato in mare, e la tua vita è in pericolo!
È solo un cane…, ma ti troverà. E ti salverà!!!”

Cav. Ignazio BOLOGNA

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Mag 16 2024

NUT, ‘volontaria a 4 zampe’ della Protezione Civile:

La sua Morte inaspettata e improvvisa,  NUT Pastore Belga Malinuar, è arrivata in forza alle Unità Cinofile dell’Associazione Le Aquile Unità Cinofile da Soccorso Ravennate, il 1° Maggio del 2013.

     E che in tutti questi anni è stata un Cane straordinario non solo salvando vite, ma diventando anche parte  integrante delle squadre di soccorso, la sua morte ci lascia un vuoto incolmabile.

NUT ha avuto una carriera notevole, superando esami imporatnti e partecipando a missioni di salvataggio cruciali, come quelle seguite nel post terremoto di Amatrice. Il suo contributo al benessere e alla sicurezza delle persone non sarà mai dimenticato. Sono certo che il gruppo di Volontari dell’Associazione Le aquile Unità Cinofile da Soccorso Ravennate e tutti quelli che l’hanno conosciuta, la ricorderanno, con ammirazione per il suo carattere e per la bontà che dimostrava nel lavoro che svolgeva con amore e dedizione, la ricorderanno anche per l’orgoglio il coraggio e la dedizione che ci metteva anche nei momenti di tensione e di pressione come una ricerca reale di ricerca di persona travolta da macerie.

    Abilitata, al soccorso per la ricerca di persone disperse in superficie e/o travolte da macerie, ha trascorso la sua vita ad aiutare gli esseri umani, Nel 2015 ha superato gli Esami Operativi Enci Superfice; Sempre nel 2015 ha superato gli esami Operativi Superfice della Regione Emilia Romagna, In tutti questi anni ha mantenuto sostenendo tutti gli esami possibili e immaginabili, sempre per essere al meglio della situazione e pronta a svolgere il suo Ruolo e compito assegnati.

     Nel 2016 a seguito del Terremoto ad amatrice, dopo l’attivazione sei stata chiamata e impiegata a svolgere le tue competenze e a fare quello per cui eri stata addestrata per più di 3 anni , contribuendo nelle operazioni Operative di  ricerca delle persone che ancora mancavano all’appello.

La scomparsa di un cane, come la NUT che ha dedicato la sua vita al Soccorso di esseri umani, è sempre un evento triste e toccante.  Questi cani straordinari non solo salvano vite, ma diventano anche parte integrante delle squadre di soccorso della famiglia a cui appartengono,  lasciano un vuoto incolmabile quando ci lasciano.

NUT non so sé sei stata un cane EROE,  so solo, che sei stata scelta per le tue caratteristiche e che nel tuo caso,  sono stati sfruttate al meglio,  diventando  un ottimo cane da Soccorso, e le migliaia di ore trascorse sui campi macerie, per studiare al meglio, le più svariate varianti che si possono trovare o succedere,  in una Ricerca Reale, le migliaia di ore trascorse insieme nei Boschi, per capire come affrontare le ricerche in zone impervie, o nelle pianure in base alle caratteristiche morfologiche del territorio, tutto questo ci è servito ad affinare la nostra complicità , l’intesa e il nostro capirci solo con uno sguardo o con un gesto anche in lontananza  anche solo per darti una direzione di lavoro, L’intesa che ci deve essere tra il conduttore e il cane da soccorso.

NUT Cane da Soccorso della Protezione Civile 10 settembre 2012 – 16 maggio 2024

Fai Buon Viaggio Amica mia Buon Ponte

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Mar 10 2024

UNITA’ CINOFILE, STRAGLIATI (LEGA) E TAGLIAFERRI (FDI): “ANCORA EMERGENZA DOPO LO STOP ALLE ABILITAZIONI IMPOSTO DALLA PANDEMIA: QUANDO NUOVI CORSI DI ABILITAZIONE?”

BOLOGNA, 5 APR – “E’ ancora emergenza per quanto riguarda le unità cinofile impiegate dalla Protezione Civile per il rintracciamento di persone disperse o intrappolate dalle macerie. Le conseguenze delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19, che hanno di fatto bloccato le abilitazioni, continuano a farsi sentire e, ad oggi, non abbiamo alcuna notizia circa nuovi corsi dopo l’ultimo, svoltosi nell’ottobre 2022”. Lo spiegano i consiglieri regionali Valentina Stragliati (Lega) e Giancarlo Tagliaferri (FdI), che hanno presentato all’indirizzo dell’esecutivo di via Aldo Moro un atto ispettivo a prima firma Stragliati per chiedere conto di importanti questioni riguardanti l’efficacia e l’operatività delle unità cinofile da soccorso nel territorio regionale.

“La Protezione Civile svolge un ruolo cruciale nella gestione di situazioni di emergenza grazie anche all’impiego di cani e conduttori. Ma stiamo ancora scontando le conseguenze delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria da COVID-19, che hanno impedito l’organizzazione di corsi di abilitazione per due anni. Una situazione che non solo ha portato alla perdita di unità cinofile già abilitate, ma ha anche reso necessario un aggiornamento dell’elenco degli esaminatori regionali per garantire la qualità e l’affidabilità delle certificazioni” hanno spiegato i due esponenti di Lega e Fratelli d’Italia ricordando come, nel corso del 2021, siano stati costituiti gruppi di lavoro, tra cui la “Sotto Commissione-Cinofilia”, incaricata della revisione del regolamento regionale in materia di Unità Cinofile.

“Nonostante il lavoro svolto, ci sono ancora delle lacune da colmare per garantire un quadro normativo completo ed efficace. Da qui il nostro atto ispettivo per sapere se la Commissione incaricata di individuare i requisiti per l’accesso al modulo formativo Unità Cinofile da Soccorso si è già riunita e, in caso contrario, quando è prevista la sua convocazione e se la Giunta ha intenzione di organizzare nuovi corsi di formazione per unità cinofile, utilizzando il regolamento attualmente in vigore, al fine di evitare ulteriori perdite di unità operative”.

Stragliati e Tagliaferri chiedono inoltre di conoscere il numero esatto di unità cinofile attualmente attive, escludendo quelle in cui i cani hanno raggiunto l’età limite, oltre che al numero di Allievi Unità Cinofile da Soccorso (AUCS) e se il loro numero è sufficiente a compensare le unità che non possono più operare per limiti di età.

“E’ importante garantire un’adeguata formazione e operatività delle unità cinofile da soccorso, fondamentali per la sicurezza e il benessere della popolazione. Rimaniamo vigili e impegnati nel monitorare da vicino questa questione, al fine di assicurare che vengano adottate le misure necessarie per garantire un efficace supporto alle attività di protezione civile sul territorio regionale” hanno concluso Stragliati e Tagliaferri.

By Bologna Ignazio • Aquile, Cinofili, Prot.Civile Generale 0

Mar 8 2024

TRACCE DI… MANTRAILING CONDIZIONE METEREOLOGICHE AVVERSE

Le condizioni ambientali possono condizionare una traccia?

Questa domanda ci viene posta spesso, con riferimento particolare alla pioggia.

Ebbene sì. La pioggia condiziona una traccia, ma non sempre in maniera negativa.

Cerchiamo di capire il perché.

Intanto è necessario fare un netto distinguo tra le diverse tipologie di terreno. Sull’asfalto avrò un effetto, mentre in un prato ne avrò un altro. E un altro ancora su una strada sterrata.

Avrò un effetto su un terreno/asfalto pianeggiante e un effetto ancor diverso sugli stessi se in pendenza.

Parliamo di superfici “in piano”.

Se versiamo del liquido colorato al centro di un piazzale asfaltato si formerà una macchia. Addirittura, potrei simulare un camminamento lasciando cadere di tanto in tanto il colore.

Se subito dopo dovesse cominciare una pioggia leggera queste macchie verranno dilavate tendendo ad allargare così il loro diametro, pur mantenendo una loro colorazione.

Se invece ci spostiamo su prato e ripetiamo lo stesso esperimento, il colore cadrà in prevalenza sui fili d’erba e la pioggia leggera dilaverà i fili stessi lasciando cadere buona parte del colore nel terreno sottostante. Lasciando comunque sempre abbondanti tracce di colore.

Ancor diverso sarà se ripetiamo il tutto su una strada sterrata. Il colore dilavato verrà in parte assorbito dal terreno ma lasciando sempre ben visibile il colore stesso.

Ben diverso sarà il risultato se invece della pioggia leggera avessimo un classico acquazzone estivo.

Sull’asfalto la macchia o le macchie aumenteranno di dimensione, sul prato i fili d’erba avranno colorazione quasi nulla ma il terreno sottostante, così come la strada sterrata assumeranno un leggera colorazione.

Parliamo ora dello stesso esperimento ma su superfici “inclinate”. Salite/discese, terreni o sterrati in pendenza. Con pioggia leggera.

Sull’asfalto la macchia o le macchie tenderanno a dilavarsi e il colore si sposterà verso la fine della discesa, lasciando quasi inalterato il proprio diametro ma assumendo una forma “a serpente”.

In un prato i fili d’erba rallenteranno lo scorrere di questo “serpente” che risulterà quindi più corto rispetto a quello sull’asfalto. Sulla strada sterrata l’effetto sarà più o meno uguale.

E se invece fosse acquazzone?

Sull’asfalto, il colore versato non si noterà più in quel punto. Si noterà, invece, il “serpente” che corre lungo la discesa seguendone l’inclinazione con una colorazione che da appena percettibile in alto alla strada assumerà colorazione sempre più intensa per poi concentrarsi alla fine della discesa stessa.

Tenuto conto dei fili d’erba o di altri rallentamenti, l’effetto sarà più o meno identico sia in un prato che su una strada sterrata.

Sostituiamo ora il colore con i VOCs (Volatile Organic Compounds), o con le più conosciute “molecole d’odore”.

Come lavorerà il nostro cane in queste circostanze?

Su una superficie piana e dopo una pioggia leggera non cambierà molto il suo modo di lavorare. Con un acquazzone, invece, la macchia d’odore tenderà ad allargarsi e il cane quindi potrebbe, pur mantenendo la direzione, spaziare da destra a sinistra e viceversa. Cosa più o meno identica anche su altri terreni.

Cosa succede se la superficie è in pendenza dopo una pioggia leggera?

Non cambierà molto il modo di lavorare del cane.

Cambierà invece di molto dopo un acquazzone.

Il cane non segnalerà nulla in alto, l’odore è stato completamente spazzato via dall’acqua. Segnalerà invece una forte concentrazione di odore in fondo alla discesa, soprattutto se siamo su asfalto.

Possiamo quindi concludere che in presenza di pioggia leggera e su superficie piana l’acqua può “stabilizzare” la traccia d’odore, ancorarla ulteriormente al suolo. In maniera ancor maggiore su prato o sterrato. Anche se più attenuato avremo lo stesso risultato anche dopo una forte pioggia.

E se con pioggia leggera e superficie inclinata possiamo lavorare in discrete condizioni, dopo una pioggia forte e insistente è pressoché impossibile farlo.

Lo staff NORAS

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Dic 15 2023

L’istinto predatorio del cane come si manifesta?

Quante volte il nostro amico a quattro zampe ha rincorso un ciclista? Un corridore o un altro animale? La palla dei bambini? Un motorino o addirittura una macchina? Essendo il cane un animale “predatore” la natura l’ha dotato di un istinto (quello predatorio) che può essere geneticamente più presente in un soggetto piuttosto che in un altro. Certe razze (quelle da caccia ad esempio) possono avere questo istinto più sviluppato rispetto ad altre. A cosa serve l’istinto predatorio? L’animale utilizzava in passato questo impulso per catturare una preda, ucciderla e per sfamarsi; era quindi di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza. Oggi avendo unamizzato il nostro amico a quattro zampe, è il proprietario a provvedere alla sua nutrizione, di conseguenza l’utilità di questa particolare “qualità naturale” è stata reindirizzata (ha cambiato funzione). Per questo motivo essa trova sfogo in atteggiamenti non graditi al proprietario ma assolutamente naturali. Fortunatamente per la riuscita in svariate prove cinofile (sportive, venatorie) questa propensione naturale ha una notevole importanza e viene utilizzata per l’insegnamento di svariati esercizi. Il cane quindi può esprimere al meglio questa sua pulsione istintiva, ricevendo delle gratificazioni e rinforzi per il corretto svolgimento di quanto richiesto. Nella vita quotidiana l’elevato istinto predatorio crea dei notevoli disagi al proprietario: è uno dei più comuni problemi di comportamento del cane, che va corretto in maniera tempestiva. Questa indole produce un soggetto molto attivo, dinamico, che di conseguenza tira al guinzaglio, divenendo spesso ingestibile e che di frequente sviluppa atteggiamenti aggressivi nei confronti della “preda”, animale o umano. L’utilizzo e il rafforzamento dei comandi di base (il NO, il piede, il seduto, il fermo o resta) ci aiutano nella correzione del comportamento errato, spiegando all’amico “maleducato” che tipo di condotta è gradita. Come detto inizialmente l’istinto predatorio è una qualità assolutamente individuale, congenita, cioè trasmessa attraverso il DNA dai genitori del soggetto; il cane quindi può nascere con un valore: basso, medio-basso, medio, medio-alto oppure alto. Come per le doti del carattere (docilità, tempra, aggressività) il valore dell’istinto è determinabile sin da cucciolo attraverso dei test di gioco, mediante l’utilizzo di “prede finte” (uno straccetto, una pallina, un giochino per cani). Determinare il profilo caratteriale del soggetto in tenera età (45-60 giorni di vita) è fondamentale per prevenire molti problemi comportamentali, riuscendo così a correggerli tempestivamente!

Si sconsigli sempre il fai da te e di rivolgersi ad un buon Istruttore che ci possa aiutare a capire e collaborare nelle varie fasi di crescita per avere un soggetto equilibrato e sotto controllo

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Dic 15 2023

Sergio Zaniboni è il nuovo presidente del Comitato regionale di coordinamento del volontariato dell’Emilia-Romagna

Bologna – Cambio al vertice del Comitato regionale di coordinamento del volontariato di protezione civile dell’Emilia-Romagna. Il nuovo presidente è Sergio Zaniboni, attualmente a capo della Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione civile di Bologna. Succede ad Antonio Scavuzzo, in carica dal 2020, presidente del Comitato regionale Emilia-Romagna della Croce Rossa Italiana.

“Esprimo i miei più sentiti auguri di buon lavoro al nuovo presidente e al suo vice, insieme all’intera Giunta- ha dichiarato Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna-. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente uscente Antonio Scavuzzo che ha guidato il comitato con grande competenza in anni complessi, caratterizzati da emergenze che hanno messo a dura prova le nostre comunità. La Regione continuerà a operare al fine di valorizzare e rafforzare il ruolo del volontariato, in un’ottica di innovazione e di crescente integrazione con tutte le strutture del sistema protezione civile”.

“Insieme alla Giunta, all’Assemblea regionale e in stretta sintonia con la Regione lavoreremo per dare nuova forza al volontariato- ha affermato il nuovo presidente Sergio Zaniboni– e per rispondere con coesione agli impegni futuri, in sinergia con tutte le forze impegnate negli interventi di prevenzione ed emergenza a tutela dei cittadini e del territorio”.

Ad affiancare Zaniboni, nel ruolo di vicepresidente del Comitato è stato eletto Vittorio Costa, dell’Associazione Ana-Rer. La Giunta è invece composta da: Alessandro Sandolini (Coordinamento delle organizzazioni di volontariato per la Protezione civile della Provincia di Reggio Emilia), Leonardo Dentoni (Coordinamento volontariato Protezione civile Piacenza – Odv), Claudio Tabanelli (Coordinamento associazioni di volontariato Protezione civile Ferrara-Odv), Marcello Natale Gumina (Coordinamento regionale Protezione civile Associazione nazionale carabinieri Emilia-Romagna Odv) e Valerio Minarelli (Federazione regionale guardie ecologiche volontarie Emilia-Romagna).

Il Comitato regionale: cos’è e come funziona
Il Comitato regionale di coordinamento del volontariato di protezione civile è un organismo previsto dalla Legge regionale n.1/2005 per garantire la partecipazione degli Enti locali e delle organizzazioni iscritte nell’elenco regionale del volontariato di protezione civile alla formazione delle politiche regionali in questo settore. In particolare, svolge funzioni consultive e propositive:  elabora proposte e pareri in materia di promozione e sviluppo del volontariato, formazione e addestramento, procedure di attivazione e di intervento.

La governance del Comitato è composta da: presidente, vicepresidente, Giunta esecutiva ed Assemblea. Quest’ultima è caratterizzata dalla presenza dei presidenti dei Coordinamenti provinciali, delle associazioni regionali e nazionali iscritte all’Elenco regionale del volontariato (Ana, Anpas, Federgev, Croce Rossa italiana -Comitato regionale ER e Anc, Agesci, V.A.B. Emilia Romagna), i rappresentanti delle Unioni di Province, Comuni e Comunità montane (Upi, Anci, Uncem), il direttore, il dirigente responsabile del volontariato dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile e un collaboratore con funzioni di segreteria.

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Nov 15 2023

Cane Molecolare: Da terminologia giornalistica a neologismo

” Ciò significa che tutti i cani possono fare Mantrailing ma non tutti sono predisposti, per struttura, resistenza, caratteristiche psicofisiche e attitudinali “

Era novembre 2010, quando l’Italia viene sconvolta dalla scomparsa di una ragazzina della provincia di Bergamo.

Per le ricerche vengono impiegati volontari, forze dell’ordine, comuni cittadini, unità cinofile e tutto questo sotto la lente d’ingrandimento di Tv e giornali.

       Saranno proprio i media a mettere in evidenza il lavoro di quelli che da quel giorno saranno chiamati i “cani molecolari”, termine inventato dai giornalisti proprio durante la triste vicenda e che serviva a identificare dei cani da ricerca persone che svolgevano un lavoro diverso da quello che fino a poco tempo prima si era abituati a vedere nella Protezione Civile e/o forze dell’ordine.

     Termine dal particolare effetto nel linguaggio giornalistico e non solo.
     Cosa facevano questi cani di diverso e speciale rispetto ai “classici” cani da ricerca?
– Operavano sia in ambiente boschivo o di campagna che in mezzo alla città;
–  Erano collegati al proprio conduttore da un lungo guinzaglione;
 – Seguivano il percorso effettuato da un soggetto, dopo averne memorizzato l’odore specifico attraverso un campione biologico.

     Purtroppo, assistiamo ancora oggi a disquisizioni più o meno opportune sui cani molecolari.


     Qualcuno dice che non esistono, altri che la terminologia non è corretta, altri ancora che “tutti i cani sono molecolari”

Cerchiamo di capirne di più.
 Il termine “cane molecolare”  è un neologismo registrato nel 2017 e indica, come da vocabolario, “cane dall’olfatto finissimo, che, in virtù della capacità di percepire, distinguere e memorizzare le molecole volatili dell’odore, viene impiegato nelle operazioni investigative di polizia…(omissis)”

    Non si indica, quindi, una particolare razza né tantomeno si nega che tutti i cani siano molecolari. Si specifica, invece, la caratteristica relativa all’olfatto.

     Il cane da Mantrailing è quindi un cane molecolare?
    Secondo definizione ufficiale la risposta è NO. Ma… tutti i cani percepiscono molecole di odore. Quindi… SI.

     Allora chi ha ragione?
   La risposta è sempre nel vocabolario: l’olfatto finissimo. E qui subentra la distinzione di razza e di conseguenza anche la differenza fisica e fisiologica tra le razze.

  Ciò significa che tutti i cani possono fare Mantrailing ma non tutti sono predisposti, per struttura, resistenza, caratteristiche psicofisiche e attitudinali, ad affrontare il duro percorso addestrativo/formativo e dedicarsi quindi al nobile lavoro di ricerca operativa di persone scomparse.
Eh sì, perché la formazione e l’addestramento sono determinanti anche per un cane molecolare.

Fonte Dipartimento Mantrailing Sportivo OPES Cinofilia

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Nov 9 2023

Morte di un volontario, sanzionato un responsabile comunale della protezione civile

Penale di 1800 euro per l’incidente di Verzegnis in cui morì Giuseppe De Paoli, 74 anni, di Preone. Il ruolo del coordinatore equiparato a quello di un dirigente. E ora si rischia la paralisi degli interventi di soccorso

il rischio è quello che i volontari sospendano la loro attività, fondamentale in ogni emergenza. L’allarme arriva al termina dell’ultima Consulta dei Coordinatori dei Gruppi Comunali di Protezione Civile e dei Presidenti delle Associazioni di volontariato del Fvg. 

Al centro della riunione la responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro prevista dalla legge 81. Il motivo, la sanzione di 1800 euro inflitta ad un coordinatore comunale della Protezione Civile in seguito all’incidente mortale avvenuto lo scorso luglio a Verzegnis, in Carnia dove ha perso la vita Giuseppe De Paoli, 74 anni, volontario di Preone, per le ferite riportate dopo essere stato travolto da un albero.

Nella sanzione penale viene imputato il ruolo del coordinatore equiparato a quello di un dirigente. E viene anche contestato il corso di formazione sull’uso della motosega, svolto a Palmanova, corso dichiarato non idoneo.

Dopo la riunione l’orientamento dei volontari è quello di fermare l’attività in via cautelativa. Se ne riparlerà tra dieci giorni.

L’assessore alla Protezione Civile Riccardi è furibondo: “Non sono oltanto solidale con i volontari ma condivido la loro preoccupazione”, sottolinea. “Ho convocato i responsabili del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria” e, aggiunge Riccardi, “così si rischia di smontare il sistema di volontariato di questo paese, deve intervenire il Parlamento con una modifica urgente della norma”.

09 Novembre 2023

Tgr Friuli Venezia Giulia

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Ott 24 2023

Unità cinofile, Stragliati (Lega) “La Regione tuteli gli esami per i brevetti”

“La Regione non disperda il patrimonio investito fino ad ora, in termini di risorse umane ed economiche, per i brevetti delle Unità Cinofile, che rappresentano una vera eccellenza per il nostro territorio”. Così la piacentina Valentina Stragliati, consigliere regionale della Lega, che sul tema ha presentato un question time in aula per sapere dalla Giunta “perché l’Agenzia regionale vuole rinunciare agli esami di brevetto cinofili secondo il regolamento regionale vigente e quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa decisione”. Una mossa che ha suscitato preoccupazione in quanto metterebbe a repentaglio i significativi investimenti effettuati dalla Regione per un servizio di eccellenza. L’esponente del Carroccio ha ricordato come “le Unità Cinofile di soccorso (UCS) della Protezione civile svolgono un ruolo cruciale nelle operazioni di emergenza, in particolare nella ricerca di persone in superficie e sotto le macerie. Tuttavia, l’abilitazione di queste unità è stata bloccata per due anni a causa dell’impatto del COVID-19, e la Regione ha intrapreso un percorso di aggiornamento dell’elenco degli esaminatori”.

In risposta alle domande di Valentina Stragliati, la vicepresidente e assessora alla Protezione civile, Irene Priolo, ha spiegato che le modifiche in corso mirano a valorizzare le associazioni di secondo livello. Ha inoltre evidenziato la necessità di una collaborazione stretta con i vigili del fuoco, poiché sono loro a richiedere il supporto delle UCS. Una risposta che ha soddisfatto solo parzialmente Stragliati, che ha sottolineato l’importanza di non disperdere il patrimonio già investito: “Recentemente la Regione ha speso oltre 300mila euro per la costruzione di un campo macerie a Fidenza, in provincia di Parma, finalizzato all’acquisizione dei brevetti. Tolto il brevetto regionale non è chiaro da chi e come verrà utilizzato. Quindi auspico veramente, anche a fronte di tutti questi investimenti pubblici che rischiano di essere dispersi a favore di pochi, che non si faccia perdere di valore ai brevetti regionali che sino ad ora sono stati riconosciuti e rilasciati”.

Piacenzasera.it

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