Per evitare nell’imminente stagione estiva pericoli di incendio e la distruzione dei nidi e dei piccoli nati della selvaggina, è vietato dare fuoco, nei campi e nei boschi, alle stoppie senza tenere conto delle condizioni previste dai regolamenti locali.
In mancanza di regolamenti, è vietato dare fuoco, nei campi e nei boschi, alle stoppie prima del 15 agosto.
Dopo tale data dovrà, comunque, essere rispettata una distanza minima di cento metri dalle case, dagli edifici, dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi, dai mucchi di biada, di fieno, di foraggio e da qualsiasi altro deposito di materiale infiammabile o combustibile.
Gli agenti della forza pubblica, il corpo di polizia della Provincia, vigileranno sull’osservanza delle norme.
Rimandata all’autunno la grande festa prevista per il prossimo weekend a Bologna. Rinviato anche il workshop SEINONDA
Si conclude venerdì 13 giugno al Parco Nord di Bologna la prima “Settimana regionale della protezione civile e della prevenzione dei rischi”, con il convegno sul “Ruolo e le funzioni del sindaco nel sistema di Protezione civile”. Sospesa e rimandata all’autunno la grande festa della Protezione civile che avrebbe dovuto svolgersi nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 giugno, a causa del peggioramento della situazione meteo.
Confermato invece il convegno rivolto ai primi cittadini della Regione, tra cui i neo-eletti, che si è svolto oggi al Parco Nord, a partire dalle ore 10, sul tema “Il ruolo e le funzioni del sindaco nel sistema di Protezione civile”. L’incontro è stata l’occasione per fare il punto su sistema di allertamento, pianificazione e gestione delle emergenze, responsabilità e strumenti a disposizione degli amministratori per fronteggiare le calamità naturali e ruolo del volontariato nel sistema di Protezione civile. A chiudere il workshop il prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha premiato anche gli studenti vincitori del concorso per l’ideazione del logo della “Settimana”.
“Sulla base delle previsioni meteo abbiamo ritenuto opportuno sospendere le tante iniziative organizzate per sabato e domenica, che vedevano in campo l’intero sistema di Protezione civile – ha spiegato in conferenza stampa l’assessore regionale alla Difesa del Suolo, Paola Gazzolo -. É importante che, a fronte delle piogge attese, tutte le forze del volontariato siano come sempre impegnate nel presidio costante del territorio”.
Rinviato il secondo Workshop SEINONDA
Come conseguenza del rinvio della festa è stato annullato anche il secondo WORKSHOP SEINONDA DA FIUMI E CANALI, che dovevatrattare il tema delle alluvioni e si sarebbe svolto a Bologna sabato 14 giugno 2014, dalle ore 9.30 alle 13.00, presso il Parco Nord (ingresso via Stalingrado – Tenda della Croce Rossa) all’interno della settimana della Protezione Civile e della prevenzione dei rischi. Il workshop sarà recuperato in data ancora da decidere.
Criticità arancione su Lombardia e Marche e gialla su quasi tutto il territorio nazionale
La perturbazione proveniente dall’Europa settentrionale al centro dell’avviso meteo emesso nella giornata di ieri, è giunta sulla penisola italiana portando aria più fresca ed instabile a contrastare con la massa d’aria calda ed umida presente sull’Italia già da alcuni giorni. Tale evoluzione darà luogo a condizioni di tempo spiccatamente perturbato, con forti temporali inizialmente sulle regioni del nord, e a seguire anche su buona parte del territorio italiano.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).
L’avviso meteo prevede, dalla serata di oggi, venerdì 13 giugno, precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e Marche. Dalla tarda mattinata di domani, poi, si prevedono temporali anche su Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia. Su tutte le Regioni interessate dal maltempo i fenomeni saranno accompagnati da locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.
Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani criticità arancione per rischio idraulico e idrogeologico su Lombardia e Marche, mentre è prevista criticità gialla su tutto il territorio nazionale ad eccezione di Trentino Alto Adige e Piemonte nord-orientale.
È utile ricordare che le valutazioni di criticità idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio, riportati sul sito del Dipartimento.
Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.
Un nuovo sistema di allerta che sappia informare in tempo reale i cittadini in caso di calamità, più risorse per la Protezione civile e Piani di emergenza in tutti i Comuni, per interventi sempre più efficaci e tempestivi. Questi i principali strumenti che saranno messi in campo dalla Regione e annunciati dall’assessore a Difesa del suolo e Protezione civile Paola Gazzolo, durante il convegno organizzato al Palanord a conclusione della ”Settimana della Protezione civile e della prevenzione dei rischi”.
Oltre 200 i sindaci e gli amministratori che hanno partecipato all’iniziativa, dedicata a “Il ruolo e le funzioni del sindaco nel sistema di Protezione civile” e chiusa dal capo dipartimento nazionale di Protezione civile Franco Gabrielli che ha anche consegnato i premi a due studenti (Lorenzo Conte e Lorenzo Zoli) dell’Istituto istruzione superiore “Ernesta Stoppa – Giuseppe Compagnoni” di Lugo, vincitori del concorso per l’ideazione del logo della settimana regionale della protezione civile e della prevenzione dei rischi.
Un riconoscimento è stato attribuito anche a Mario Mazzoni, per il ruolo svolto in oltre un decennio come presidente del Centro servizi regionale del volontariato di Protezione civile.
Per quanto riguarda gli interventi della Regione, entro la fine dell’anno, grazie al lavoro congiunto dell’Agenzia di Protezione civile e Anci, tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna avranno il proprio Piano comunale di Protezione civile mentre sarà completato anche il Piano regionale di emergenza, che integrerà tutte le procedure operative già esistenti e sarà predisposto d’intesa con il sistema delle autonomie locali, le Prefetture, le strutture operative statali e territoriali. Riferimento organizzativo fondamentale del nuovo sistema regionale di protezione civile saranno le Unioni dei Comuni e le aree vaste.
Entro il 2015, inoltre, per conseguire una più efficiente organizzazione, in particolare sulla diffusione delle comunicazioni ai cittadini delle allerte di protezione civile, sarà attivato anche un nuovo sistema di avviso dei cittadini e di diffusione di informazioni utili, in collaborazione con Arpa e con l’Agenzia di Informazione e comunicazione regionale.
Io non rischio: annullate per maltempo le piazze al nord e nelle Marche
12 giugno 2014
Il 14 e 15 giugno, i volontari di protezione civile scenderanno nelle piazze delle regioni del centro-sud
A causa delle condizioni meteo avverse previste nel prossimo weekend, la campagna Io non rischio non si svolgerà nelle piazze delle regioni settentrionali e delle Marche. Infatti, il maltempo atteso potrebbe comportare una serie di disagi sul territorio e richiedere la disponibilità dei volontari per altre attività di protezione civile.
È una decisione presa nello spirito della campagna Io non rischio, che mira a promuovere la cultura della prevenzione.
Il 14 e 15 giugno, quindi, i volontari scenderanno in 164 piazze di 152 comuni delle regioni del centro sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria. Nelle altre piazze, l’iniziativa è rimandata al prossimo autunno.
Era scomparso dalla sua abitazione 4 giorni fa Giovanni Filippi, l’ex agente della Polizia Municipale di 85 anni, scomparso dalla sua abitazione a Lugo quattro giorni fa, è stato rinvenuto senza vita ieri mattina, non lontano da dove abitava. Il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali.
Lugo (Ravenna), 7 giugno 2014 – Sono in corso dal 5 giugno in tutta la provincia e, in particolar modo, nella zona di Lugo, le ricerche per rintracciare Filippi Giovanni, nato il 27.04.1929, allontanatosi nella stessa mattinata dalla sua abitazione di Lugo (RA).
Eventuali segnalazioni possono essere comunicate al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lugo allo 0545/904811 o al Comando Compagnia Carabinieri di Lugo allo 0545/211011.
E’ stato firmato oggi a L’Aquila dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e dall’Amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, un protocollo di intesa per la gestione delle emergenze sul sistema elettrico Enel, a livello nazionale.
La firma ha avuto luogo presso il Centro di Addestramento Operativo di Enel Distribuzione, alla presenza del Sindaco della città dell’Aquila, Massimo Cialente, del Sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione, Giovanni Legnini, e del direttore della divisione Infrastrutture e Reti di Enel, Livio Gallo.
Sulla base delle positive esperienze di collaborazione, l’accordo, della durata di due anni, mira a rafforzare ulteriormente i rapporti di cooperazione e definire piani di emergenza specifici per ogni tipo di rischio con impatto sul servizio elettrico. L’intesa, inoltre, prevede la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto per definire le attività nelle aree di comune interesse. In particolare si punterà a garantire: • l’ottimizzazione delle procedure e del flusso delle comunicazioni sia in condizioni ordinarie che in fase di emergenza, anche attraverso l’eventuale integrazione dei rispettivi sistemi informativi. • l’elaborazione di moduli di formazione congiunta e di esercitazioni, al fine di incrementare la conoscenza dei rispettivi modelli organizzativi e di intervento, accrescendo la capacità di risposta sinergica; • la facilitazione dell’interazione tra Enel e le articolazioni territoriali del Servizio Nazionale della Protezione Civile (Regioni, Province e Prefetture) con particolare riferimento alla pianificazione di protezione civile.
“La scelta dell’Aquila per la firma oggi di questo protocollo di collaborazione non è casuale – ha sottolineato l’Amministratore delegato di Enel, Francesco Starace – Proprio qui infatti, i nostri colleghi della Distribuzione hanno ricevuto l’attestato di benemerenza di prima classe dalla Protezione Civile per l’impegno profuso nel portare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto, consentendo nel più breve tempo possibile il ripristino del servizio elettrico, necessario alla ripresa delle varie attività cittadine. Un’ulteriore riprova di come solo un perfetto coordinamento tra operatori di pubblico servizio e Dipartimento di Protezione Civile può assicurare la risposta più celere nel risolvere le criticità, a tutela degli interessi fondamentali di tutti i cittadini.”.
“L’accordo di oggi sancisce, ancora una volta, la centralità della tutela dei cittadini nell’azione del sistema di protezione civile; questo protocollo, infatti, ha come obiettivo principale la definizione degli interventi e della struttura organizzativa necessari per fronteggiare al meglio delle possibilità gli eventi calamitosi che si verificheranno sull’intero territorio nazionale” ha dichiarato Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione civile. “Con l’accordo, inoltre, si ribadisce il forte impegno condiviso nella prevenzione per garantire, anche in caso di calamità, la piena continuità del servizio elettrico, nel mondo di oggi uno dei bisogni essenziali per i cittadini. Enel, infatti, è parte importante del sistema di protezione civile e siede sempre, in situazioni di emergenza nazionale, nel Comitato Operativo. Dipartimento nazionale della protezione civile ed Enel hanno lavorato fianco a fianco in tutte le più grandi emergenze che negli ultimi anni hanno colpito il nostro paese, su tutte proprio nel corso del post terremoto in Abruzzo nel 2009”
Le associazioni di volontariato VAB Ravenna e Le Aquile Unità Cinofile da Soccorso ospitano Profughi presso la loro sede operativa.
Su richiesta delle Prefettura di Ravenna nell’ospitare un gruppo di profughi provenienti dall’Africa, Bologna Ignazio, presidente delle due associazioni di volontariato, ben consapevole del significato della parola “profugo”, non ci ha pensato due volte nel rispondere “ SI “.
In un’intervista rilasciata al nostro addetto stampa, domenica mattina ha riferito:
“Mi è stata richiesta dalla Prefettura di Ravenna la disponibilità di ospitare dieci profughi ed alla parola profughi non ho potuto dire di no. Anche se spesso, purtroppo, il cittadino comune vive nell’ignoranza o fa finta di non sapere, il profugo è una persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a guerre, a persecuzioni politiche o razziali e questo a mio parere al mondo d’oggi è inaccettabile. Comprendo benissimo l’intollerabilità del cittadino comune, ma non dobbiamo confondere il clandestino con il profugo, questo è sicuramente inconcepibile, noi siamo Volontari e vogliamo essere Volontari con la lettera “ V “ scritta in maiuscolo e, se veniamo chiamati a dimostrare la nostra solidarietà in qualsiasi campo, siamo pronti a dare il massimo ed è quello che fa ogni Volontario iscritto alle associazioni di cui io sono il presidente”.
Al presidente basta un sms di preavviso per far arrivare al campo un nutrito gruppo di volontari che prontamente si organizzano per andare a prelevare i profughi. E’ sabato 17 maggio 2014 ore 18.00, dopo le incombenze di rito – visite mediche, identificazione questura etc.. – giungono 10 giovani ragazzi – profughi – il loro sogno. Sono ragazzi, il più grandeavrà circa ventidue anni, spaesati, stanchi,affamati e alcuni di loro reticenti, ma con uno sguardo ed un sorriso che va oltre le incomprensioni della lingua parlata. Alcuni volontari hanno provveduto alla cena, altri alla distribuzione dei vestiti e degli asciugamani così che, i ragazzi dopo essersi fatti una doccia e dopo aver mangiato, avventurandosi in un italiano approssimato, ringraziano tutti e vanno a letto. Provengono dal Mali, Dall’ Africa,e parlano oltre alla lingua locale il francese.
E’ domenica mattina la maggior parte dei volontari fino al loro arrivo non sapeva neanche dove fosse il Mali, ma la curiosità è tanta e oggi è facile soddisfare le curiosità, basta andare su internet, scrivere Mali fare un click e il gioco è fatto. Appare l’intero mondo e colorato di rosso viene evidenziato il Mali, Nazione situata nell’Africa occidentale con circa quindici milioni di abitanti e con capitale Bamako. L’informazione che balza agli occhi però, è postata dal quotidiano online www.repubblica .it: “18 Maggio 2014, MALI Attacco Tuareg: 8 morti presi 30 ostaggi. Duri scontri nel nord del paese uccisi due civili e sei ufficiali maliani.” Notizia questa che ci rattrista e nello stesso tempo ci incuriosisce tanto che, approfondendo l’argomento, scopriamo che la messa in atto di un colpo di stato nel 2012 e per effetto della divisione del paese, dopo l’occupazione del nord da parte di gruppi islamici estremisti armati, la situazione umanitaria e sanitaria in Mali è divenuta drammatica.
Sicuramente questa è la causa della fuga dal loro paese di questi giovani speranzosi alla ricerca di un futuro migliore. Noi certamente questo non possiamo offrirglielo, è sicuramente competenza delle Istituzioni Internazionali europee, ma una cosa la possiamo fare dargli quell’affetto e calore umano cercando di riportare la loro vita alla normalità cosa che, certamente, un Volontario sa fare dopo aver vissuto forti esperienze come le calamità naturali che hanno colpito il nostro paese. Allora ci si rimbocca le maniche e in attesa che le autorità rilascino a questi giovani i permessi di soggiorno per “rifugiato politico”, Noi della Vab Ravenna e Le Aquile UCS siamo con loro. Parliamo di semplici Volontari che finito il turno di lavoro e le incombenze familiari, si ritrovano al campo base per cercare di familiarizzare con questi giovani per farli sentire a loro agio e tal volta tentar loro di strappar un sorriso.
Compito quest’ultimo che sembrerebbe arduo, vista la situazione che si sono lasciati alle spalle e i mille dubbi che attanagliano le loro menti. Ogni volontario cerca di immedesimarsi nella loro situazione, ma questo è molto difficile in quanto il solo pensiero di dover lasciare le proprie famiglie in balia di un futuro incerto in un paese oramai devastato dalla guerra rattristerebbe chiunque ma la loro forza e voglia di vivere va oltre tutto questo. Non si possono lasciare le proprie famiglie in balia di un futuro incerto in un paese oramai devastato dalla guerra rattristerebbe chiunque ma la loro forza e voglia di vivere va oltre tutto questo. Non si possono lasciare tutto il giorno senza far niente immersi nei loro pensieri e allora è qui che entra in gioco il Volontario dalle “mille risorse” che, oltre a rispolverare la lingua francese dalle rimembranze scolastiche, estrae dal cilindro un “pallone”, lingua universale in tutto il mondo, e da quel momento tutte le reticenze svaniscono.
I ragazzi, con timidezza e con una educazione esemplare, chiedono di poter giocare a calcio all’interno della nostra struttura. Richiesta naturalmente accolta visto che la nostra struttura si presta anche a questo. Da quel momento i pomeriggi trascorrono veloci mentre si è persi a correre dietro un pallone, con gioia e spensieratezza, anche se alcuni di loro saggiano il prato a piedi nudi per preservare l’unico paio di scarpe con le quali hanno deciso di affrontare questo lungo cammino che, certamente, non terminerà nella nostra struttura.
“Una nuova vita, un nuovo Stato, un’altra terra, una cultura estranea, un mondo ignoto, un’altra lingua e tanta voglia di tornare a quelle radici da cui forzatamente e necessariamente mi sono dovuto allontanare”. Forse questi o tanti altri pensieri affollano la mente di questi ragazzi. E’ difficile ricostruire quell’emozioni che mai si sono provate, difficile immaginare di essere un “profugo”. Forse disagio. Disagio e nient’altro, in un paese che ti ospita e nel quale non riesci a comunicare e, per non cadere nella solitudine, tiri fuori la forza ed il coraggio mettendo da parte la timidezza, indicando un oggetto e chiedendo qual è il suo nome.
Il Volontariato è sempre una testimonianza di solidarietà umana, è l’espressione della volontà di una o più persone a rendersi disponibili per aiutare chi è in difficoltà. E allora? Riprendendo un famoso spot pubblicitario dove veniva pronunciata la frase proverbiale “Basta poco che ce vò”, alcuni volontari iniziano a scrivere su di una lavagna le lettere dell’alfabeto che compongono la parola dell’oggetto indicato. Quest’ azione provoca un’impensabile reazione che lascia tutti a bocca aperta. I dieci ragazzi accorrono con block notes e penne ed iniziano a prendere appunti. E da qui che tutte le sere, dopo cena, i ragazzi si radunano nella mensa con gli appunti presi e con quel loro sguardo intenso e profondo attendono speranzosi un Volontario che possa dargli lezioni di lingua italiana. Noi con questo articolo non vogliamo esaltare le doti dei nostri Volontari, vorremmo solo esprimere il nostro pensiero, sperando che l’esodo dei profughi non venga più politicizzato, perché dietro ognuno di loro c’è una storia, una nazione, un paese e una cultura, anche se tutto questo a qualcuno può suonare strano. Probabilmente quel “qualcuno” un giorno riuscirà a spogliarsi da quei pregiudizi e a rendersi conto che questi ragazzi sono esseri umani proprio come noi.
E’ in uscita il primo manuale per l’addestramento del proprio cane e delle Unità Cinofile. Prima fatica dell’Istruttore U.C.S. Ignazio BOLOGNA. Questo manuale vuole solo essere un supporto e un aiuto per la gestione del proprio cane.
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Giu 13 2014
Divieto di dare fuoco alle stoppie
13-06-2014
Fino al 15 agosto 2014
Per evitare nell’imminente stagione estiva pericoli di incendio e la distruzione dei nidi e dei piccoli nati della selvaggina, è vietato dare fuoco, nei campi e nei boschi, alle stoppie senza tenere conto delle condizioni previste dai regolamenti locali.
In mancanza di regolamenti, è vietato dare fuoco, nei campi e nei boschi, alle stoppie prima del 15 agosto.
Dopo tale data dovrà, comunque, essere rispettata una distanza minima di cento metri dalle case, dagli edifici, dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi, dai mucchi di biada, di fieno, di foraggio e da qualsiasi altro deposito di materiale infiammabile o combustibile.
Gli agenti della forza pubblica, il corpo di polizia della Provincia, vigileranno sull’osservanza delle norme.
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